IL PIANO STRATEGICO

Il Piano Strategico della Cultura è un documento operativo di programmazione a breve-medio termine, utile a definire interventi del settore culturale e le relative priorità, attraverso l’analisi, il confronto e la definizione di linee guide che sul medio periodo segnino la strada per definire e condividere la «vision» che un territorio ha di sé stesso dal punto di vista dello sviluppo degli assets culturali, ma in una logica di «sviluppo integrato» con le altre vocazioni del territorio.

Il Piano consente di introdurre innovazioni all’interno di un percorso strutturato, organizzato e condiviso; è un metodo di lavoro che permette di orientarsi e di selezionare i progetti concretamente realizzabili.

Il Piano non è un adempimento formale, ma una scelta che compie l’amministrazione per definire obiettivi sostenibili con le risorse e i vincoli a disposizione; non riguarda solo la cultura in senso stretto ma lo sviluppo integrato della filiera cultura-sviluppo locale-turismo.

Il Piano Strategico della Cultura si fonda sulla consapevolezza che gli interventi di settore – se inseriti in una visione strategica – oltre che avere un valore in sé, producono importanti ricadute sul versante dell’economia e più in generale a livello identitario e di coesione sociale, consolidando  il legame tra beni culturali, sviluppo urbano e turismo. Il Piano Strategico della Cultura è stato posto all’attenzione del legislatore nazionale poiché è stato inserito nel Pentalogo di Lubec 2016, cioè è stato individuato come una delle 5 proposte emerse dal dibattito e confronto fra i relatori e i partecipanti al convegno.

Inoltre, in un momento di contrazione dei fondi per la cultura, il piano si costituisce come strumento per poter attivare tutte le risorse e le potenzialità economico finanziarie dei propri territori, al fine di ottimizzarne la valorizzazione in uno scenario che tenga conto sia delle opportunità dei finanziamenti europei, sia dei possibili interventi di privati e di enti.

 

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